SLAM: ISTRUZIONI PER L’ USO. INTERVISTA A BRUNO RULLO

Bruno Rullo è poeta, grafico e artista fotografo. Si occupa da anni di poetry slam. E’ ideatore e coordinatore insieme a Max Ponte di SLAM ITALIA, Rete Italiana di Poetry Slam. L’organizzazione promuove un campionato nazionale di poetry slam.

Che cos’è il poetry slam per te?
Il Poetry Slam, ideato nel 1986 negli Stati Uniti dal poeta Marc Kelly Smith e diffusosi nel resto del mondo, è un interessante modo di fare e diffondere la poesia, dove contano non solo le parole che compongono i versi poetici ma, soprattutto, il modo di dirle e performarle, attraverso la voce e l’espressione del corpo, e ha il pregio di far uscire la poesia dai cassetti e dall’intimità della sfera privata, rendendola pubblica e portandola al confronto con altri poeti e con altre poesie. Il Poetry Slam è una divertente e avvincente gara poetica, con poche ma precise regole e si svolge come una qualsiasi altra competizione a carattere sportivo o canoro, dove i vincitori sono determinati dal gradimento del pubblico presente, attraverso il voto per alzata di mano o l’assegnazione di un punteggio attribuito da una giuria scelta tra il pubblico stesso tramite sorteggio. I poeti hanno a disposizione 3 minuti di tempo per declamare e performare le proprie poesie e non possono fare ricorso ad alcun accompagnamento musicale o all’ausilio di costumi e oggetti di scena. Il pubblico svolge un ruolo attivo, può interagire con i poeti durante le loro performances e, attraverso la partecipazione al voto, è chiamato ad assumersi la responsabilità di assegnare la propria preferenza e quindi di determinare l’esclusione o la qualificazione alle fasi successive dei singoli poeti in gara.[cml_media_alt id='1528']image[/cml_media_alt]

Come inizia la tua esperienza nel mondo del poetry slam?
La mia esperienza nel mondo del Poetry Slam è iniziata nel 2003 con l’associazione italo-francese “Les Droles”. L’associazione “Les Droles” era nata da un’idea di interscambio letterario, suggerita dal poeta francese Vincent Jarry e dall’iniziativa di Laurent Leon, poeta e pittore francese che si era trasferito in Italia per motivi di lavoro. Organizzammo il nostro primo Poetry Slam nel 2004, ma avevamo iniziato a seguirlo e a parlarne nella nostra associazione già dal 2003. Diversi nostri amici poeti francesi organizzavano e partecipavano a eventi Slam e questo ci indusse a cercare di capirne di più su questo “nuovo” fenomeno che non conoscevamo. Il Poetry Slam in Italia, arrivato nel 2001 tramite il poeta Lello Voce, era poco sviluppato, gli appuntamenti erano sporadici e a volte solo occasionali. In Francia lo Slam era molto più diffuso e diversi eventi si svolgevano anche a scadenze settimanali, quindi lo Slam francese fu per noi la base naturale di riferimento per approfondire questa novità poetica. Alcuni di noi vedevamo positivamente l’emergere di questo nuovo fenomeno internazionale, che scaraventava la poesia fuori dai soliti salotti letterari e la portava fuori nelle piazze, nei bar, nei pub, nelle birrerie e in altri locali pubblici e privati, ma c’era anche chi esprimeva dubbi, preplessità e giudizi negativi, e ricordo ancora, per esempio, l’intervento di un membro della nostra associazione che arrivò addirittura a definire il Poetry Slam “espressione fecale della poesia”. Comunque, dopo vivaci discussioni al nostro interno, prevalse in maggioranza l’atteggiamento positivo verso questa “nuova” forma di fare poesia e così decidemmo di organizzare il nostro primo Poetry Slam nell’ambito del nostro festival internazionale “Poesia in Val” che si svolse dal 17 al 20 settembre del 2004. Successivamente diventò un appuntamento fisso, ogni anno, del nostro festival e poi anche della “Primavera dei Poeti”, manifestazione poetica da noi organizzata ed emanazione in versione italiana della “Printemps des Poetes” francese.

Come nasce SLAM ITALIA? e cosa propone?
SLAM ITALIA nasce dall’idea di creare una rete di poetry slam su tutto il territorio italiano. Ma per parlare della nascita di SLAM ITALIA occorre partire dalle origini dell’idea stessa di creare una rete nazionale di Poetry Slam, che era nata nell’autunno del 2012 a Torino in un bar vicino alla Gran Madre durante una chiacchierata con il mio amico poeta Max Ponte, dopo una serata del nostro Murazzi Poetry Slam. Max rilanciò l’idea con un articolo sul blog letterario “La poesia e Lo Spirito” e contattò i poeti Christian Sinicco di Trieste e Dome Bulfaro di Monza proponendo loro di lavorare per unire le scene italiane di Poetry Slam. Così prese forma la LIPS, Lega Italiana Poetry Slam, che fondammo a Trieste il 30 novembre del 2013. Ben presto, però, ci rendemmo conto che le concezioni organizzative, in merito a democrazia, libertà, collegialità, condivisione e collaborazione, erano lontane dalle nostre. Dopo averla fondata, quindi, lasciammo la LIPS dopo soli sei mesi, subito dopo la prima finale del campionato 2013/2014, e decidemmo di ripartire dal punto di partenza della nostra idea iniziale di creare una rete nazionale di Poetry Slam che avesse le caratteristiche di una vera e propria comunità poetica. Così, nel mese di maggio del 2014, io e Max, demmo vita alla nostra nuova rete nazionale con il nome di Murazzi Poetry Slam Rete Italiana, che dall’estate 2015 assumerà il nuovo e definitivo nome di SLAM ITALIA.Oggi Slam Italia è una realtà consolidata e concreta nel panorama poetico italiano e si propone di diffondere la poesia e il poetry slam su tutto il territorio nazionale, coinvolgendo un numero sempre più ampio di pubblico e di poeti. Ha già organizzato il campionato 2014/2015, vinto dal poeta Omid Maleknia nella finale di Torino e sta organizzato ed è in pieno svolgimento il nuovo campionato 2015/2016 che si concluderà con la finale del prossimo mese di giugno.[cml_media_alt id='1529']image[/cml_media_alt]

Quali risultati state raggiungendo?
Come dicevo, SLAM ITALIA è ormai una realtà consolidata e i risultati che stiamo ottenendo sono davvero importanti e soddisfano pienamente le nostre aspettative iniziali. Un campionato nazionale già organizzato e concluso, un nuovo campionato in pieno svolgimento e che sta andando alla grande, nuove scene di poetry slam che nascono e si aggiungono a quelle esistenti, dal nord al sud dell’Italia, con numerosa partecipazione di pubblico e di poeti, sono la prova tangibile di risultati positivi e concreti.

Quale slam ricordi maggiormente fra quelli fatti?[cml_media_alt id='1530']image[/cml_media_alt]
Direi che non ce n’è uno in particolare che io ricordi maggiormente, se mi soffermo a pensare sono tanti quelli che mi vengono in mente e tutti suscitano in me piacevoli ricordi. Potrei citare il Palazzina Azzurra Poetry Slam di San Benedetto del Tronto, il Cosenza Poetry Slam, quelli di Roma al Pigneto e a Trastevere, il Murazzi Poetry Slam di Torino, il Navigli Poetry Slam di Milano a Casa Merini, e poi quelli in Sicilia, in Puglia, il Primo Marzo Poetry Slam a Genova e tanti altri fino ai recenti Rondissone Poetri Slam e Alessandria Poetry Slam, ma soprattutto ricordo il rapporto, la partecipazione, la condivisione e l’amicizia con i vari organizzatori e poeti che hanno collaborato e collaborano con noi.

Bruno Rullo Slam Italia

2 thoughts on “SLAM: ISTRUZIONI PER L’ USO. INTERVISTA A BRUNO RULLO

  1. Un articolo che dovrebbe parlar d’un nuovo modo di far poesia che non dice nulla sulla poesia e sul senso di far poesia in quel nuovo modo. Menomale pure, che sennò pora poesia chissà che cazz di bestialità le dicevate, quanto di più intimo possa esistere l’avete fatto diventà ‘na garetta a voto pop

    1. Che si può rispondere al commento di Jacopo D’ignazi!?
      NIENTE. E non per mancanza di parole!

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