Όνειρος ossia “sogno”, Oniria “piccola donna. Intervista all’ Autrice Gisella Torrisi.

Όνειρος ossia “sogno”, Oniria “piccola donna, non ha attorno che una miserabile non realtà!
E chissà cosa sogna”.

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Oniria che ricorda un po’ Ofelia; Oniria che non é viva ma non è morta; Oniria che “è rimasta tale da anni, non è invecchiata, non è cresciuta. (…)”

Non ne parlano nemmeno oggi. Nemmeno una parola, oggi che mi sono svegliata ancora così non indolenzita, niente. Ma ieri era il quinto giorno, quanti giorni di non morte devono passare affinché qualcuno ne parli?

Il NON, la negazione assoluta, che paradossalmente nel testo di Gisella Torrisi rivendica presenza: io esisto, siete voi che non mi vedete, allora fingo di non esserci.. Acquisisco inconsistenza, perché il contrario della presenza è l’ assenza.

Estratto da “Prova Generale” di Sebastiano Patanè Ferro, imageun lavoro di scrittura corale (anche Nunzio Cartalemi tra le penne) in cui spicca come una pietra luminosa l’ inchiostro di Gisella Torrisi, giovane poetessa siciliana: vita e morte, assenza e presenza, realtà e surrealtá, mito greco con incursioni pirandelliane.

Si può rimanere incastrati in universi paralleli e vivere una non morte regressiva…

-​Raccontaci la “tua” Oniria.

La trama che ruota intorno ad Oniria Malgrende tesse da un lato l’esistenzialismo più disarmante che tratta il tema dell’abbandono (lo si può ritrovare sin dall’inizio con lei distesa a terra senza alcuna contorsione di dolore) e dall’altro un esoterismo (quello all’italiana, quello Felliniano!) di cui lei stessa è la madre… la portatrice.

Oniria è colei che abbandona
perché preferisce fare la guerra con la propria dimensione interiore che con un mondo che chiede solo da che parte vuoi stare!

Una nuova coscienza, che si rifiuta di vivere senza aver compreso, (senza scendere a compromessi) viene ruotata dalla sua figura intorno ai personaggi. La non morte di Oniria Malgrende è l’atemporalità del divenire in spirito ma non nella materia, per questo rimanere incastrata in una realtà che non le appartiene, lei quasi come un ologramma, lei più del mistero è la chiave che aprirà la mente ai quattro personaggi che le girano intorno. Oniria in fondo non è altro che il riflesso della condizione normale del vivere moderno! Un riflesso? O l’ostinazione di essere senza lasciare la propria negazione? Questo spetta al pubblico scoprirlo, perché Oniria è solo un trampolino di lancio, la misura del volo è personalizzabile.

-Scrivi: “Nelle cavità di qualsiasi sogno, cantano, impercettibilmente, i prigionieri della nostra morale che, al momento del raggiungimento della nuova forma volatile si passa ad una condizione di…”. Completa la frase.

“Nelle cavità di qualsiasi sogno, cantano, impercettibilmente, i prigionieri della nostra morale che, al momento del raggiungimento della nuova forma volatile si passa ad una condizione di…” questo è l’individuo a determinalo, Oniria Malgrende parla con le parole di quest’ultimo scritto ma solo per sospendere la verità che non è universale, non esiste altro che una verità per ogni singolo e quello che si vuole dimostrare è che non è facile comprende che la ragione è solo una galera in cui mandiamo tutto l’indecifrabile, l’unico strumento possibile è l’arte del narrare. Quant’è difficile capirsi oggi, sembra che alla fine Oniria stia per dire: “adesso ti parlo di me solo perché mi voglio affermare”, ma non lo fa! Sospende e rinvia tutto, lascia tempo per metabolizzare, in prove generali non parlerà di sé, ma questa performance avrà un continuo che può anche… non esistere!

Essere poetessa oggi, una sensibilità rara che si sprigiona in poesia: oneri e onori…

Scrivere oggi, come ieri, è un dono che rispetto, coltivo e nutro, non sporco mai. Scrivere oggi non significa guardarsi dentro ma attorno, ricercare, sapersi misurare. E’ una vocazione più di qualsiasi religione, per questo non termina solo all’interno del mio cerchio, ma gli conferisco un potere sociale. Ognuno di noi ha il potere di plasmare la realtà, io non ho smesso mai di fare l’alchimista, di slegare chi si ostina a farsi mettere in catene da questo rivoltate gioco di potere, almeno sul foglio vi posso liberare tutti! Io sono quel che dico, l’azione che compio ogni giorno. Io sono le mie scelte e le mie scelte sono le mie libertà. Oneri? Potrei parlare dell’Onore di poter caderci dentro, come Oniria che cade, perdendosi nella trama dei libri anch’io mi perdo e credo di non essermi ancora ritrovata! 

Avrò da aspettare ancora molto, prima di svincolarmi da qui.

Buio. Sipario.

Gisella Torrisi image

Ilaria Giacobbi

One thought on “Όνειρος ossia “sogno”, Oniria “piccola donna”. Intervista all’ Autrice Gisella Torrisi.”

  1. E’ la più grande scrittrice contemporanea!!! Tra vent’anni si parlerà della sua lirica nelle scuole, spero… Grande Gisella Torrisi!

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