Blackstar: L’ Arte di Danilo De Luca incontra Bowie

Si terrà a Roma, dal 19 al 27 maggio presso lo SpazioCima, la mostra Bowie BlackStardust, un’ iniziativa dedicata interamente ai fans del Duca Bianco per ricordare uno dei più grandi artisti del vetesimo secolo. Saranno esposti quadri, disegni, immagini, fumetti, composizioni di ogni genere che lo ritraggono nei vari momenti della sua carriera. Durante la mostra verranno organizzate diverse iniziative collegate al tema. Parte dell’incasso della vendita delle opere sarà devoluto ad Airc, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, di cui sarà presente pure un corner informativo.

Blackstar, il testamento artistico di David Bowie, viene trasposto su tela da Danilo De Luca attraverso una sintesi tra musica e arti visive.
L’ opera, concettualmente articolata, si compone di continui rimandi e citazioni
Già nel titolo, “I’m closer to the golden dawn”, De Luca palesa il suo intento di tradurre in chiave pittorica la summa del percorso musicale di Bowie progredito in parallelo a quello umano, di ricerca, oscillante tra l’ immanente e il trascendente, amplificato dall’ uso/abuso di sostanze altre. Tante le indicazioni e i messaggi in codice disseminati in cinque decenni da Bowie che si congeda dalle scene quasi lanciando una sfida, Danilo De Luca la (rac)coglie compiendo un viaggio a ritroso. Punto di partenza il video musicale che accompagna il brano Blackstar, diretto da Johan Renck (seguace appassionato di Crowley) un cortometraggio surreale e ipnotico, disturbante e conturbante: Danilo De Luca affascinato dalle relazioni e contaminazioni tra le arti visive, l’ artista, scompone i contenuti formali delle immagini, dimostrando come il disegno, liberato dalle barriere statiche e spaziali, consenta di comunicare messaggi attraverso una nuova forma di rappresentazione dinamica e temporale.

L’ arte pittorica si relaziona al cinema in un rapporto simbiotico, i personaggi del video musicale sono trasposti sulla tela, in posizione centrale, fluttuanti nell’ oscuro spazio disseminato di stelle: il cranio scheletrico del Maggiore Tom celato  dal casco da astronauta (ispirato a Space Oddity) e un David Bowie, profeta pazzo e cieco con due bottoni al posto degli occhi. Una metafora di ascesa dell’ uomo verso la divinità?!
Il titolo del dipinto, incipit del brano Quicksand, è la citazione che esplica meglio il lato occulto di Bowie, la sua fascinazione per Crowley, rimarcata dalla frase “Love is the law, Love under the will” collocata nella parte alta dell’opera come un epitaffio all’ingresso di una porta: una dimensione altra dietro la stessa. Un uomo che sta diventando Dio, un congedo dalle scene, definitivo. Nel castello di Ormen. O forse no!

Ilaria  Giacobbi

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