METAFISICAMENTE, DALLA SARDEGNA A ROMA L’ ARTE DI STEFANO FEFFO PORRU

 

Dopo l’ esperienza estiva e il successo di Monti (summer) Open Art, Stefano Feffo Porru torna a Roma, con le sue opere, esposte dal 15 novembre 2017 nei due nuovi spazi espositivi di Morsi d’ Arte: Bauhaus Home Gallery e la più piccola galleria d’ arte di Roma  in ipogeo (all’ interno di Scena Imperiale VII nel Palazzo del Marchese del Grillo, dove sono presenti le mura romane del VII sec. a.C.).

Le opere di Stefano Feffo Porru nel testo critico di Ilaria Giacobbi.

L’ anima non conta, meglio smontarla

L’ arte di smontarsi la testa

Due dipinti che nel titolo e nella scelta del soggetto, come se fossero collegati da un fil rouge, presentano la metafora insita del lavoro di Stefano Feffo Porru che si palesa allo spettatore più attento attraverso il titolo che ha, quasi, la funzdione di un epitaffio su una porta che si spalanca in un un mondo altro: quello dell’ artista.

 

Stefano Feffo Porru predispone la tela come un palcoscenico, una scatola non chiusa, per un enigmatica e paradossale messa in scena dove gli attori (manichini smontati e abbigliati con un’ armatura) trovano posto , come pedine su una scacchiera:


l’ artista colloca i soggetti del dipinto in una dimensione metafisica, (una stanza geometricamente perfetta ma senza finestre), in primissimo piano, al centro della tela, a mezzo busto, mutili negli arti e con il capo scollegato dal busto; sospesi e quasi fluttuanti gli arti superiori impugnano oggetti che hanno la funzione di palesare l’ allusivitá dei dipinti e vanno a completare la scena d’ insieme; il pavimento, viene scomposto cromaticamente come una scacchiera con colori in contrasto, quasi espressionisti.

L’ isolamento degli elementi all’ interno della composizione , combinati tra loro in modo illogico e arbitrario e densi di riferimenti simbolici, spezza la tradizionale unità logico-narrativa delle opere di Stefano Feffo Porru: arrestando il tempo l’ artista conserva un clima di sospensione temporale. L’ incongruità degli accostamenti, la presenza/assenza di persone e gli scorci prospettici delle stanze in cui colloca i soggetti pongono i dipinti in una dimensione fuori dal tempo e dal senso comune, in cui il sentimento dell’ assurdo e una sottile ironia convivono in una situazione immobile e di allucinata sospensione. Sobrietà di impianto e arcaizzante sintetismo delle forme, linguisticamente traducono la costante volontà dell’ artista di attuare un processo di astrazione dalla realtà per rivelare il significato nascosto di alcune cose.

Ilaria Giacobbi per Morsi d’ Arte

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Stefano “ Feffo” Porru nasce a Oristano nel Settembre del 77 .
Si occupa di poesia e pittura dal periodo scolastico cercando di non abbandonare mai le sue passioni pur occupandosi di un lavoro più remunerativo che riguarda la finitura edile di ambienti pubblici e privati.
Ha una formazione da autodidatta in continuo sviluppo e approfondimento; partecipa a corsi, visita numerose mostre, studia e legge libri e riviste d’arte che arricchiscono le sue conoscenze pittoriche.
In pittura si dedica all espressionismo astratto, concettuale/ informale e a un figurativo astratto tendente al naïf cercando di staccarsi da ogni influenza etichettabile.
Solo nel 2016 comincia pubblicamente ad esporre e a presentare i suoi lavori di pittura partecipando a numerose collettive d’arte in Sardegna e nella penisola.

 

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