Morsi d’ ARTE inaugura la più piccola galleria espositiva ipogea all’ interno di Scena Imperiale VII.

Al Palazzo del Grillo espone Stefano Feffo Porru

 

Morsi d’Arte inaugura la più piccola Galleria d’ Arte Contemporanea Ipogea, sita all’ interno del Palazzo del Grillo – Scena Imperiale VII: una cisterna di raccolta dell’ antica Roma risalente al VI / V secolo a. C oggi convertito in spazio espositivo ipogeo (il più piccolo del mondo 1,50 x 1,80).

Morsi d’ ARTE inaugura quindi un nuovo spazio espositivo sotterraneo, che, per la particolarità delle dimensione avrà un concept espositivo preciso: Mini ma nello stesso tempo senza compromessi, si un mini galleria ma per grandi opere.
La prima mostra che andrà ad ospitare é la personale di Stefano Feffo Porro, con un’opera sigola: “L’ Arte di smontarsi la testa”.

La nuova sfida di Morsi d’arte all’arte, raccontarsi e leggersi ermeticamente, in uno spazio chiuso senza possibilità di contaminazione ove è possibile solo osservare penetrando nell’impenetrabile, l’arte ha il coraggio di rinchiudersi e di essere impiegata solo quando è davvero necessario. L’artista avrà il coraggio di perseguire dell’ideale di purezza? Scevra da ogni finalità pratica, essenziale, senza scopo educativo.

“Alla stregua della poesia ermetica la nuova arte ha il senso della solitudine disperata dell’uomo moderno che ha perduto fede negli antichi valori, nei miti della civiltà romantica e positivistica e non ha più certezze a cui ancorarsi saldamente”.

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Il Seicentesco Palazzo del Marchese del Grillo “incastonato” nel Rione Monti, cuore di Roma, sorge a ridosso dei Mercati Traianei, nella suburra: di proprietà della famiglia del Grillo divenne poi dei De Robiliant, fino ad ospitare in epoca più recente lo studio del pittore Guttuso.
L’ imponente dimora storica è costituita da una parte centrale che si erge nella omonima piazza, e sulla cui facciata é collocato un grandioso portone Barocco, unita nella parte posteriore, alla Torre del Grillo dall’ arco dei Conti, presenta, inoltre, due avancorpi laterali che proseguono su via degli Ibernesi e Via di Campo Carleo, il tratto di strada che affaccia sull’ emiciclo dei Mercati Traianei e quindi sui Fori.
Un luogo magico dove la storia della città, museo a cielo aperto, si palesa ai nostri occhi attraverso le stratificazioni architettoniche che nel corso dei secoli, dall’ antichità ad oggi, ne hanno modificato il “volto”. Ma é sotto il suo suolo che Roma ha un patrimonio ancora più grande, ancora da scoprire e che ha ancora molto da raccontare….

Via di Campo Carleo , precedentemente via del Grillo, é il breve tratto di strada su cui si prolunga il Palazzo del Grillo lateralmente, tra il foro di Augusto e quello di Traiano, qui é presente il tracciato superstite di Via Alessandrina (una targa ne testimonia la sua esistenza) e importanti lavori di scavi archeologici del Foro di Traiano hanno riportato alla luce resti di abitazioni e chiese di epoche diverse,

All’ interno dei Mercati Traianei è presente un’ altro percorso di strade ancora più antico, che collegava gli ambienti e che in epoca medievale prese il nome di via Biberatica: in direzione sud la via si ricollega all’attuale Salita del Grillo, che ripercorre un tracciato antico. Ai lati della via si trova un isolato con ambienti scarsamente conservati e in parte modificati dall’ intervento dell’ uomo in epoche successive; sul lato opposto il piano superiore di un ulteriore isolato la divide da un altro percorso antico, proveniente dal foro, che si ricollega mediante scale con la Salita del Grillo.


Proprio in questa zona, collocata su un tratto di terreno in pendenza, sono presenti resti di strutture abitative non completamente studiati e recuperati che è possibile datare tra il VI e il V secolo a. C
e che, quindi, confermerebbero la destinazione ad uso abitativo della zona già in epoca più antica.
Il Palazzo del Grillo nella sua parte posteriore si addossa a questa zona archeologica e parte delle rovine inglobate nelle struttura del palazzo, nelle fondamenta murarie.

All’ interno di SCENA IMPERIALE VII, nella parte sotterranea è sita una cisterna di raccolta databile al VI / V secolo, di forma poligonale con volta conica con un’ apertura (oggi chiusa) nella parte superiore (si sviluppa in altezza per circa 6metri e la cui base misura 1,50 X 1,80 circa); le pareti laterali sono realizzate in opus incertum, sono presenti, inoltre, blocchetti di pietra con il vertice inserito orizzontalmente entro il conglomerato di malta romana e visibili all’ esterno creando una muratura del tipo opus mixtum.
La parte sottostante risulta essere interamente coperta da pittura bianca a seguito degli interventi di restauro recenti che hanno che coperto la base della superficie muraria fino a 2,00 circa.

Lo spazio Ipogeo , adibito oggi a Galleria d’ Arte, rappresenta un unicum nel suo genere: ricavata da una antica cisterna romana e collocata in una zona di grande importanza archeologica ma anche storico/artistica, all’ interno del Palazzo del Marchese del Grillo, modifica la sua natura che non ne altra la sua importanza, anzi ne amplifica la valorizzazione e la fruizione. Ad esso si attribuisce anche un interesse antropologico poiché si fa testimone di un ulteriore “segno” lasciato dall’ uomo, in questo caso l’ artista, in una sorta di continuità tra passato e presente.

Roma, dal sottosuolo emergi….
….come un Amore antico
Inseguito fino ad oggi.

Testo a cura di Ilaria Giacobbi – Alberto Severino

🔴 L’ ARTE DI SMONTARSI LA TESTA
LA MINI MOSTRA di STEFANO FEFFO PORRU

CURATORE: ILARIA GIACOBBI
TESTO CRITICO

L’ arte di smontarsi la testa

Un dipinto che nel titolo e nella scelta del soggetto presenta la metafora insita del lavoro di Stefano Feffo Porru che si palesa allo spettatore più attento attraverso il titolo che ha, quasi, la funzione di un epitaffio su una porta che si spalanca in un un mondo altro: quello dell’ artista.


Stefano Feffo Porru predispone la tela come un palcoscenico, una scatola non chiusa, per un enigmatica e paradossale messa in scena dove l’ attore ( un manichino smontato e abbigliato con un’ armatura) trova posto , come una pedina su una scacchiera:
l’ artista colloca il soggetto del dipinto in una dimensione metafisica, (una stanza geometricamente perfetta ma senza finestre), in primissimo piano, al centro della tela, a mezzo busto, mutilo negli arti e con il capo scollegato dal busto; sospeso e quasi fluttuante l’ arto superiore impugna l’ oggetto che ha la funzione di palesare l’ allusivitá del dipinto e va a completare la scena d’ insieme; il pavimento, viene scomposto cromaticamente come una scacchiera con colori in contrasto, quasi espressionisti.

L’ isolamento degli elementi all’ interno della composizione , combinati tra loro in modo illogico e arbitrario e densi di riferimenti simbolici, spezza la tradizionale unità logico-narrativa delle opere di Stefano Feffo Porru: arrestando il tempo l’ artista conserva un clima di sospensione temporale. L’ incongruità degli accostamenti, la presenza/assenza di persone e gli scorci prospettici delle stanze in cui colloca il soggetto pongono il dipinto in una dimensione fuori dal tempo e dal senso comune, in cui il sentimento dell’ assurdo e una sottile ironia convivono in una situazione immobile e di allucinata sospensione. Sobrietà di impianto e arcaizzante sintetismo delle forme, linguisticamente traducono la costante volontà dell’ artista di attuare un processo di astrazione dalla realtà per rivelare il significato nascosto di alcune cose.

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Stefano “ Feffo” Porru nasce a Oristano nel Settembre del 77 .
Si occupa di poesia e pittura dal periodo scolastico cercando di non abbandonare mai le sue passioni pur occupandosi di un lavoro più remunerativo che riguarda la finitura edile di ambienti pubblici e privati.
Ha una formazione da autodidatta in continuo sviluppo e approfondimento; partecipa a corsi, visita numerose mostre, studia e legge libri e riviste d’arte che arricchiscono le sue conoscenze pittoriche.
In pittura si dedica all espressionismo astratto, concettuale/ informale e a un figurativo astratto tendente al naïf cercando di staccarsi da ogni influenza etichettabile.
Solo nel 2016 comincia pubblicamente ad esporre e a presentare i suoi lavori di pittura partecipando a numerose collettive d’arte in Sardegna e nella penisola.

 

🔴APERTO TUTTI I GIORNI DALLE ORE 10.00 a 00.00 (GIORNO CHIUSURA MERCOLEDÌ)

🔴PER TUTTA LA DURATA DELL’ ESPOSIZIONE LO STORICO DELL’ ARTE ILARIA GIACOBBI SARÀ PRESENTE, DALLE ORE 10.00 ALLE 14.0,  IN GALLERIA NEI GIORNI:
Martedì
Giovedì
Venerdì
PER CONDURVI NEL MONDO ARTISTICO DI STEFANO FEFFO PORRU IN UN LUOGO ALTRO DI UNA ROMA CHE FU…

Morsi d’ ARTE
Salotto dell’ Arte: Scena Imperiale VII – PALAZZO DEL GRILLO

PIAZZA DEL GRILLO 1 – CAMPO CARLEO
RIONE MONTI ROMA

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Morsi d’ ARTE
🔺ART DIRECTOR: ALBERTO SEVERINO
🔺ART AMBASSADOR: ANNA SANNA
🔺CURATORE: ILARIA GIACOBBI

www.morsidarte.com

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🔴Ph. credits Sara Boerio

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