Se occhio non vede e cuore non duole, mi pare opportuno smontarsi le pupille”.

L’ opera di Stefano Feffo Porru alla XII BIENNALE DI ROMA

Selezionato con menzione speciale all’ interno della Collettiva “Tappa di Selezione Rione Monti”, patrocinata dal Comune di Roma e curata da Ilaria Giacobbi per Morsi d’ Arte, Stefano Feffo Porru giunge alla XII Biennale con l’ opera dal titolo “Se occhio non vede e cuore non duole, mi pare opportuno smontarsi le pupille” (lavoro già premiato al Concorso Arte Irgoli).

L’ opera di Stefano Feffo Porru nel testo critico del curatore e storico dell’ Arte Ilaria Giacobbi:

L’ opera fa parte di una serie di lavori che si contraddistinguono per stile, linguaggio e scelta del soggetto: una collezione di dipinti che nel titolo e negli stilemi, come se fossero collegati da un fil rouge, presentano la metafora insita del lavoro di Stefano Feffo Porru che si palesa allo spettatore più attento attraverso il titolo che ha, quasi, la funzione di un epitaffio su una porta che si spalanca in un un mondo altro: quello dell’ artista.


Stefano Feffo Porru predispone la tela come un palcoscenico, una scatola non chiusa, per un’ enigmatica e paradossale messa in scena dove gli attori (manichini smontati e abbigliati con un’ armatura) trovano posto , come pedine su una scacchiera:
l’ artista colloca il soggetto del dipinto in una dimensione metafisica, (una stanza geometricamente perfetta ma senza finestre), in primissimo piano, al centro della tela, a mezzo busto, mutilo negli arti e con il capo scollegato dal busto. Sospesi e quasi fluttuanti gli arti superiori impugnano oggetti che hanno la funzione di palesare l’ allusivitá del dipinto e vanno a completare la scena d’ insieme: un corredo iconografico che svolge la funzione di metafora e, come in un rebus, riconduce al titolo… arnesi che smontano. Il pavimento viene scomposto cromaticamente come una scacchiera con colori in contrasto, quasi espressionisti, dalle tonalità calde, stesi con una pennellata densa. Nel punto prospettico di fuga della scena, é collocata una pianta quasi sfiorita, le foglie verdi brillanti si adagiano sul pavimento.

Una stanza, una scatola, un palcoscenico senza finestre ma con un cielo,( appena accennato nella parte alta della tela, ha la forma di un triangolo il cui colore azzurro inteso è graffiato da incursioni di nero), nero e rosso, smalto e acrilico pastosi e densi, si mescolano e si fondono. Dal cielo colano e su bianche pareti si addossano.


L’ isolamento degli elementi all’ interno della composizione , combinati tra loro in modo illogico e arbitrario e densi di riferimenti simbolici, spezza la tradizionale unità logico-narrativa delle opere di Stefano Feffo Porru: arrestando il tempo l’ artista conserva un clima di sospensione temporale. L’ incongruità degli accostamenti, la presenza/assenza di persone e gli scorci prospettici delle stanze in cui colloca i soggetti pongono i dipinti in una dimensione fuori dal tempo e dal senso comune, in cui il sentimento dell’ assurdo e una sottile ironia convivono in una situazione immobile e di allucinata sospensione. Sobrietà di impianto e arcaizzante sintetismo delle forme, linguisticamente traducono la costante volontà dell’ artista di attuare un processo di astrazione dalla realtà per rivelare il significato nascosto di alcune cose.

ilariagiacobbi

 

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IN MEMORIA DI…
Stefano “ Feffo” Porru nasce a Oristano nel Settembre del 77 .
Si occupa di poesia e pittura dal periodo scolastico cercando di non abbandonare mai le sue passioni pur occupandosi di un lavoro più remunerativo che riguarda la finitura edile di ambienti pubblici e privati.
Ha una formazione da autodidatta in continuo sviluppo e approfondimento; partecipa a corsi, visita numerose mostre, studia e legge libri e riviste d’arte che arricchiscono le sue conoscenze pittoriche.
In pittura si dedica all espressionismo astratto, concettuale/ informale e a un figurativo astratto tendente al naïf cercando di staccarsi da ogni influenza etichettabile.
Solo nel 2016 comincia pubblicamente ad esporre e a presentare i suoi lavori di pittura partecipando a numerose collettive d’arte in Sardegna e nella penisola.

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