Marta Moi espone all’ interno della collettiva “VOLTI DI DONNA. NELL’ ARTE” con un nuovo concept: in pieno stilema POP non (solo) su un muro, ma (anche) su un capo d’ abbigliamento, l’ opera d’ ARTE trova collocazione.

L’ artista, figlia del suo tempo, sperimenta attingendo ai nuovi linguaggi di comunicazione mass-mediale spaziando in contesti artistici che le consentono di veicolare le sue creazioni attraverso altri media creativi, e non solo su tela, dipinti.

Partendo dalle sue creazioni pittoriche, tele imponenti e maestose, ne desume un frammento quasi fosse un ritaglio di scatto fotografico, un dettaglio, un particolare che poi, digitalizzato su tela o serigrafato su tessuto, viene impresso come nuova opera d’ arte.

Ogni creazione, prodotta in LIMITED EDITION e numerata, non perde il suo valore di Unicum artistico ma consegna alla memoria un dettaglio.

Marta Moi omaggia la figura della donna come Musa ispiratrice, scegliendo di riprodurre (liberamente) due grandi opere d’ arte del passato nelle quali i soggetti femminili nella similitudine palesano la loro diversità, due “volti di Donna” come facce di una stessa medaglia: la Venere allo specchio di Velasquez e la Maja desnuda di Francisco Goya.

Donna come Venere, simbolo di bellezza assoluta ed essenza di femminilità, dalle nudità non del tutto celate viene, idealmente, messa a confronto dall’ artista con la “Maja desnuda”: é attraverso queste due opere d’ arte come fossero speculari all’ opposto, non solo nell’ apparenza ma anche nell’ essenza, che l’ artista mette in luce due “volti” di Donna”, focalizza l’ attenzione su un dettaglio estrapolando una nuova opera d’ arte che delinea un ritratto psicologico. I dipinti, unici esempi di nudo nel corso della storia dell’arte spagnola (fino ad un certo periodo), vengono scelti e poi “sintetizzati” da Marta Moi che mostra come due soggetti, due donne spogliate delle loro vesti, così simili nell’ apparenza palesano la loro reale natura nell’ essenza. Nel dettaglio.

Testo critico: Ilaria Giacobbi 

Marta Moi espone a Roma all’ interno della collettiva “Volti di Donna. Nell’ Arte.”

Scena Imperiale VII

 

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