Pietro Costa espone, fuori concorso, all’ interno dell’ Evento Artistico  “Mostra Internazionale Arte Contemporanea Regione Sardegna” curato dal Collettivo 2(be)Art: tre le mostre collettive (Villa Piercy, il Complesso Monumentale di Collegiu e ad agosto a La Maddalena) dove l’ Arte della Sardegna diventa protagonista assoluta.

Il Maestro Pietro Costa opera uno studio continuo e costante della plasticità e della volumetria dei corpi e della materia che modella e plasma nella (tri) e (bi)dimensionalità.

La rappresentazione del volume nello spazio, ma senza la scomposizione delle forme, sembra essere l’ elemento costante sia delle opere scultoree che pittoriche di Pietro Costa. La sua produzione artistica è frutto di una lunga elaborazione di molteplici suggestioni ed influenze che si mescolano ad una identità fatta di antiche tradizioni.

Nei dipinti di Pietro Costa la tela diventa un “ contenitore” di lavoro pittorico che si fa esso stesso pittura; il colore, svincolato da qualsiasi necessità descrittiva, esalta la componente emotiva delle opere conferendo loro un’autonomia antinaturalistica , non imitativa: quasi liberato dalla “servitù dell’impressione”, il colore si apre alla libera espressione delle emozioni, proiettando l’immagine in una dimensione spaziale ed esistenziale non “naturalistica” ma  che aspira all’ assoluto.

 

L’artista semplifica le forme anatomiche dei soggetti delle sue opere, condensando nelle linee essenziali il loro significato: è nella scultura che concretizza la sua ricerca, in divenire, di una forma che non limiti la realtà ma ne esprima l’essenza attraverso una sintesi plastica della materia. Sublimandola.

Che sia pietra, marmo o terracotta le figure metamorfiche risultano cariche di un esuberante energia plastica e di un dinamismo, che pur nella staticità, si propagano nello spazio.

Testo Critico Ilaria Giacobbi 

Mostra Internazionale Arte Contemporanea Regione Sardegna – Nell’ allestimento Cassampanca in Ginepro intarsiato di Angelo Cocco (opera in concorso)
Pittore e scultore. Si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Sassari nel 1969. Partecipa alle sue prime mostre pittoriche collettive e personali dalla metà degli anni ’70. Tra gli anni Settanta e Ottanta si dedica alla progettazione di spazi urbani abitativi.
Sul finire degli anni ’80 la sua ricerca si volge alla produzione plastica, in un primo momento nella creazione di opere in terracotta e in seguito con la lavorazione di grandi opere in pietra. La sua attività espositiva è costante e di livello nazionale.
Può essere definito un neoespressionista, più vicino al tormento interiore tedesco che al concetto di una pittura gioiosa, alla visione matissiana della pittura che vedeva come una comoda poltrona su cui potersi riposare.
Costa cerca il netto distacco dalla tradizione artistica del Novecento sardo.

 

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