Il richiamo del mare è un canto di sirena: De Pictura Martæ Moi

Marta Moi, attualmente impegnata nel progetto espositivo Mostra Internazionale Arte Contemporanea Regione Sardegna”, presenta il ciclo di opere pittoriche ispirate alle Sirene. 

In esclusiva per 2(be)Art, curatore Ilaria Giacobbi 

È nel mare blu, profondo, dove anche il silenzio fa rumore che dimorano le sirene: splendide creature mitologiche, donne solo per metà, dotate di una forza capricciosa e spietata che consente loro di trasformare la grazia in orribile realtà.

Simbolo di dualità, di metamorfosi non compiuta, meravigliose ma solo in apparenza, la loro voce melodiosa e ammaliante conduce alla rovina certa.
Considerate creature maligne e malvagie, metafora di perdizione, nella loro originale iconografizzazione apparivano alate, assimilabili alle Arpie di cui ne hanno mantenuto la ferocia ma non l’ aspetto.
Forse figlio di Acheleoo, o generate dalle gocce del suo sangue, il mito le vuole da sempre vittime di crudeli e ingiuste punizioni: al dolore reagiscono, con cinica crudeltà agiscono.

Marta Moi realizza quattro opere che hanno come soggetto le Sirene, attinge al mito e alla leggenda, ne coglie il significato primordiale e lo sintetizza con i suoi modi specificamente pittorici dandocene indicazione anche attraverso i titoli, (derivati dall’ elaborazione-fusione di termini di derivazione latina, anglofona e Sarda) : Intro, In direzione ostinata e contraria, Up. A Torrare, (PER)Venio.

Le quattro opere, in sequenza, diventano un racconto fatto per immagini, narrato attraverso la metafora pittorica: dall’ interno, Intro, tra rovine e macerie di cui il mare è custode silente, un percorso senza impronte, quello di una Sirena che procede In direzione ostinata e contraria, per poi UP.A Tor(n)are, in superficie.

 

L’ artista (pre)dispone le tele come fossero un fondale marino, il blu è il colore che trionfa, tra chiaro e scuro, luce e ombre, colloca le sirene, soggetto delle opere, in una dimensione quasi mistica: i misteri della natura marina (e dello spirito) sono restituiti allo spettatore attraverso le suggestive trasparenze del colore del mare, rese attraverso l’ uso del colore sapientemente sfumato fino a rendere quasi impalpabile la tela.

La luce, che sia quella del sole filtrato dall’ acqua o quella di una “lanterna sommersa” da seguire per risalire (Up. A Torrare), diventa l’ elemento di volta che risolve le opere: tutto illumina, svelando nel dettaglio gli elementi che vanno a completare la tela, posti a corredo, densi e fitti di rimandi simbolici, restituiti con un naturalismo quasi scientifico.

I dipinti sono “costruiti” dall’ artista con rigore, la modulazione della luce è studiata in modo da conferire il massimo risalto ai dettagli che sono metafora del significato insito di ogni opera; vengono isolati dal complesso della scena e su di essi ci si focalizza, nel blu del mare ci si perde.
Il colore steso con pennellate radenti, quasi a tocco, intrise di luci e ombre profonde definisce i dettagli ma anche il rapporto tra spazio e figure, conferendo il massimo risalto anche al significato spirituale. L’ artista accarezza la tela come una sirena il mare.

Nelle opere di Marta Moi irrompe prepotentemente l’ acqua, elemento primigenio di vita; il mare, di cui si compone il suo DNA; la Sardegna, quella del mito e della leggenda… Terra (Madre) sommersa pronta a Tor(n)rare. In superficie.

 

“(PER)venio”, arrivare, giungere.
Ma capovolta, sottosopra, sospesa: il capo immerso negli abissi marini si riflette in uno specchio, mostrando un’ immagine che non coincide all’ apparenza perché la “sirena” è la profondità dell’ (sua) anima che guarda.

Quello che l’ uomo divide il mare unisce.

Testo Critico: Ilaria Giacobbi

Le opere di Marta Moi sono riprodotte in Limited Ed. digitalizzate su tela in esclusiva per 2(be)Art  e prendono parte al progetto modART 

🔷 Marta Moi nasce nel 1983 e vive a Busachi, suo paese d’origine, dove risiede e opera. La sua passione per il disegno la accompagna fin da bambina, quando manifesta l’inclinazione per il figurativo e l’attenzione al particolare. Si laurea nel 2008 al corso di Decorazione dell’Accademia delle Belle Arti di Sassari, dove matura il proprio stile pittorico osservando in particolar modo i pittori caravaggeschi, ai quali deve lo studio compositivo e cromatico e chiaroscurale delle opere che realizza. Insegnante di Arte e Immagine nella scuola secondaria di primo grado, si è occupata principalmente di ritrattistica, focalizzando i suoi sforzi nella cura dei colori e dei dettagli, identificabili anche nelle diverse pitture murali di cui e’ stata realizzatrice e co-autrice. Ora più che mai ritorna vivo il suo percorso artistico e la propria ricerca personale, spesso “ritraendo” soggetti del mondo animale a cui dona un carattere e un sentimento, un’anima umana. Volge lo sguardo al mondo chimerico e impenetrabile degli abissi marini popolati da inesplicabili sirene, tesori arcaici e intimi scenari che riportano costantemente alle solide radici della sua Terra Madre.
Nei suoi lavori non è raro percepire il richiamo alle simbologie utilizzate nell’arte Rinascimentale e Seicentesca, compresi i Memento Mori.

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