Annalisa Distefano “Biancostato” Prova d’Autore Ed. Catania
Impressioni post evento

 
Le luci si spengono, la porta si chiude, gli ultimi saluti/sorrisi, uno sguardo ancora dentro a vedere se son rimaste parole… si, molte parole e ne sono felice, perché tanto c’è da dire ancora su questa bella signora, sul suo essere poeta, sull’amore viscerale espresso attraverso le pagine di questo suo primo libro: “Biancostato”… Annalisa si guarda attorno, ringrazia e ancora non crede che tutto questo è accaduto e non si rende conto che è accaduto perché i sogni si realizzano quando lo vogliamo fortemente.
“Biancostato” rappresenta l’inizio di una cordata di emozioni che presto vedranno la luce e questa è una promessa che mi impegno a mantenere, perché lei ha tanto da dare e da dire come poeta e come persona.image
Abbiamo lavorato tanto su questa raccolta, anzi ha lavorato, io mi sono limitato ad indicare qualche direzione verso quell’auto stima necessaria per credere in sé stessa fino in fondo e lei, da brava ascoltatrice, non mi ha deluso, riempendomi d’orgoglio.
La spontaneità artistica di Annalisa Distefano marca il percorso che la vede protagonista di una poesia pulita, naturale, leale con l’anima e con il gesto; una poesia che trova le sue origini in quell’icona che non nasconde del tutto e produce emozioni mutate in parole.
Ma Annalisa non è solamente poeta sulla carta, lei è poesia viva, delicata parola che si muove, che lavora, che va al mercato, che cucina e che ama intensamente l’amore che la circonda: si, perché lei è circondata d’amore!
Ho avuto modo di vedere qualcosa che non si vede tutti i giorni, ho avuto modo di percepire il profondo amore che le arriva dalla sua famiglia, dai suoi amici e l’ho visto negli occhi lucidi di queste persone che le stanno attorno e non la lasciano mai.

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paesaggio # 2

questo cielo incolore è anche tuo
tornito di vesti scure, opache
accigliate nell’inutilità del tempo

resta se non vuoi che mi immerga
in un fango dormiente

indossami
come il vestito migliore

come ti sta bene l’amore
in questa leggerezza di istanti

se mai l’avessi posseduto
starei qui
seduta
a guardare occhi

 

Sebastiano A. Patanè Ferro

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