#FACTORY. The Room (POP ART) Exhibition

Inaugura sabato 25.01.2020 dalle ore 19.30 #Factory, inserita nel ciclo “The Room Exhibition”.

Era l’ anno 1962 e al 231 East 47th Street, a Manhattan il geniale e poliedrico Warhol fonda la Factory, la Fabbrica, dove si crea, si sperimenta e si osa: un laboratorio delle Arti sede della sua diversificata attività artistica in cui opera come in una grande bottega. Un’ appartamento in una fabbrica dismessa diventa così fucina creativa e luogo di condivisione.
Oggi, più di ieri, l’ artista è personaggio mediatico, soggetto e non più spettatore della comunicazione cui attinge; non è più (soltanto) un “occhio pop” ma lui stesso personaggio, con tecniche e approcci differenti contamina i processi e i caratteri tipici della High art che vengono rielaborati con le figure, i tempi e i codici della cultura popolare e di massa della propria epoca ma senza mai dimenticare i grandi Maestri dell’ Arte a cui sempre si ispira.

#Factory, inserita nel ciclo “The Room Exhibition”, è una mostra collettiva che attraverso le diverse forme di linguaggio artistico approfondisce il termine POP, inteso come POPular culture, riattualizzandolo: Bauhaus Home Gallery, è uno spazio espositivo informale, una casa-atelier dove artisti contemporanei come in una Factory espongo le loro creazioni, realizzano oggetti di arredo e design ed intervengono nello spazio lasciando un segno tangibile della propria presenza. Fondamentale il rapporto dialettico con lo spettatore/fruitore che ora vede l’ opera d’ arte sdoganata dal suo naturale contesto espositivo per essere (ri)collocata all’ interno delle mura domestiche.

Le creazioni artistiche vengono collocate in ogni stanza, suddivise per stile o corrente, con un allestimento che non altera lo spazio domestico ma con l’ opera d’ ARTE dialoga: un percorso espositivo in una casa/museo dove i complenti di arredo e design sono desunti dalle opere stesse. L’ illuminazione, la luce, concepita come elemento fondamentale (per l’ allestimento) riflette e scompone creando effetti brillanti nello spazio.

#ARTISTS: Lorenzo Di Marino – Malgorzata Pindel – Patrizia Schettino – Cristina Smeraldi – Verdiana Spedalieri – Rachele Tofanelli – Gabriella Barbieri – Gennaro De Luca – Ilaria Commendatore – Riccardo Pagano – Marco Rivera – Maurizio Bellinzas – Battista Doneddu – Laura Scarton – Noemi Passarelli – Daniele Ruffini – Soledad Agresti

#ArtCurator Ilaria Giacobbi

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TESTO CRITICO: ILARIA GIACOBBI

POP(ular) ROOM
Volti celebri, icone del passato, falsi d’ autore: in bilico tra passato e presente che nella sintesi stilistica mostrano la propria essenza POP, Ilaria Commendatore (penna a Bic) e Riccardo Pagano (pittura e collage) presentano una selezione di “volti-icone” che mettono a confronto due diverse tecniche tecniche di esucuzione figlie di questa epoca. Le opere figurative di Soledad Agresti, Gennaro De Luca e Marco Rivera, nel continuum narrativo dell’ allestimento, si pongono come anelli di congiunzione con i falsi d’ autore di Gabriella Barbieri.
La sezione fotografica è riservata al Reportage fotografico “Sardine” realizzato da Noemi Passarelli durante la manifestazione che si è svolta a Roma in Piazza San Giovanni in Laterano: l’ artista diventa spettatore attivo, occhio indagatore del suo tempo, e la fotografia assurge al ruolo di documento/visivo. Della contemporaneità per i posteri.

ABSTRACT ROOM
Nella dimensiona astratta, si sintetizzano i concetti di ambiente, natura, stagioni e cambiamenti climatici: il colore del vento nel trittico di Verdiana Spedalieri diventa speculare, all’ opposto, a quello di Cristina Smeraldi che ci riporta alla pace della mente, del cuore e dell’anima… che solo in riva al mare si può trovare. Il colore, col suo potere evocativo, diventa protagonista assoluto nell’ opera di Malgorzata Pindel: steso sulla tela fino a saturarla e permearla, pastoso e materico attraverso le variazioni cromatiche crea forme nell’ astratto.
Il candore del bianco della tela, concepita come una enorme pagina bianca da Patrizia Schettino e Lorenzo Di Marino, viene esaltato dalla drammaticità e dalla valenza simbolica del nero, impresso attraverso l’ atto gestuale-creativo: elementi desunti dall’ ambiente naturale (Patrizia Schettino, aghi di pino) e/o colore (Lorenzo Di Marino attraverso pennellate cariche di energia e potenza plastica sintetizza forme animali).
Nella dimensione del bianco e del nero si collocano le sculture di Daniele Ruffini: l’artista cita le celebri opere di Kandinskij, palesando così il suo intento progettuale fondato sulla continua ricerca di una organizzazione spaziale ed espressiva che si concretizza con l’ utilizzo di forme geometrizzate in nome di un’ esigenza razionalistica; ma omaggia anche le “Composizioni” di Mondrian, (riproponendone una versione tridimensionale e materica), alle quali attinge per la realizzazione che porta allo stato finale ottenuto dall’ aggregazione reticolare di blocchi geometrici a linee nere ferrose, in piani orizzontali, verticali e obliqui.


IN THE KITCHEN:
La mini-personale di Rachele Tofanelli colloca l’ arte nella quotidianità domestica e conviviale della “condivisione” per eccellenza: la cucina.
Dalle opere pittoriche dell’artista, realizzate attraverso l’ impiego della resina, vengono desunti o

AMBIGUITY
L’ installazione bi-personale di Maurizio Bellinzas e Battista Doneddu sintetizza, attraverso il confronto tra pittura e scultura, il concetto di ambiguità cui fanno coincidere quella sessuale attraverso la metafora del linguaggio dell’ arte. Creano l’ equivoco e pongono lo spettatore una condizione implicante la possibilità di una duplice interpretazione.

Purple Rock
L’opera di Laura Scarton, trova collocazione nella collettiva in una sezione ad essa dedicata e dai cui prende il titolo: Purple Rock. Dalla mescolanza del blu e del rosso, della saggezza con l’amore prende vita il Viola il colore della spiritualità che ha sempre rappresentato simbolicamente il mistero, la magia e la metamorfosi. L’artista conferisce completezza alla valenza dell’ opera aggiungendo la componente dell’ elemento minerale che rimanda alla forza purificatrice e liberatoria: lo spettatore grazie all’energia del colore viola entra in contatto con la sua parte spirituale e con il nostro Sé superiore.

2(be)MODArt: gli artisti, in pieno stilema POP, “espongono” le loro opere anche su un capo di abbigliamento, In linea al principio “ESSERE… ARTE, “l’ essenza insieme all’ apparenza”, presentano una collezione che riproduce, in LIMITED ED., le opere d’ arte, riprodotte su capi di abbigliamento che diventano “SPAZI ESPOSITIVI (IN)FORMALI” veicolanti un’ opera d’ arte.
2(be)MODArt é un modo di essere che si palesa attraverso il proprio stile ma ci fa diventare parte attiva di un processo di condivisione dell’ arte: portatori (sani) di Arte. In movimento.

La Home Gallery come luogo d’ elezione dell’ arte riprende anche il principio della Wunderkammer, per consentire al singolo il godimento costante e quotidiano, ma anche personale ed intimistico.

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VERNISSAGE 25.01.2020 OPENING: 7.30 PM
LUN | VEN 11.30 – 13.30 / 17.00 – 19.00
OPEN STUDIO WITH THE ARTISTS LUN | VEN 19.30 / 21.00 (aperture su prenotazione)
Bauhaus Home Gallery
Via del Pigneto 3
Roma

Ubicata nel celebre e storico quartiere del Pigneto, a pochi passi dalla Stazione Termini, triangolo di strade dal fascino retrò tra la via Prenestina e la via Casilina dove brandelli di storia imperiale convivono con una romanità in continua trasformazione.”
Il Pigneto è la combinazione vincente di due contrapposte e spiccate personalità, quella diurna rappresentativa del caratteristico animo Romanesco, e quella notturna simbolo di una recente e ricercata realtà della movida Romana.
Il Pigneto è il quartiere di ‘Accattone’ e di Pier Paolo Pasolini, oltre che il set di altre grandi pellicole come “Roma città aperta” di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi.
Oggi fulcro dell’Urban Art romana, un quartiere che trasuda energia 24 ore su 24.”

L’ Arte esce dalle Gallerie Istituzionali per essere vissuta nella quotidianità

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