“Ciò che faccio è lasciarmi sedurre dalla materia, spesso assecondando le sue volontà. Essa vuole che io dia conferma della sua forza creatrice. È viva, è drammatica e con il suo mutare fa in modo che io possa dare alla luce quelle opere o meglio dire creature, che disperano di morire per essere compiute”.

Gennaro De Luca, classe 2001, giovane e promettente artista, nasce a Cassino dove studia al liceo Artistico. Prossimo all’ ingresso in Accademia, inizia il suo percorso artistico precocemente affascinato da grandi artisti come Bacon, Freud, Anselm Kiefer … dai quali si lascia contaminare nella personale ricerca, continua e costante, sulla materia. Concepisce l’ arte come parte integrante del suo essere e la utilizza come medium comunicativo pur mantenendo un approccio scientifico riconducibile all’ alchimia, da cui ne trae simbolismi e significanti.

Gennaro De Luca colloca al centro del suo percorso di formazione artistica lo studio costante del concetto di immagine e della sua consistenza concentrandosi interamente sulla materia, fino a farla diventare la vera protagonista delle sue opere, sia pittoriche che scultoree; ne esalta le peculiarità chimico/fisiche mettendole al servizio della pittura.

Molteplici le citazioni e le fonti di ispirazione in un processo creativo che rifiuta la mimesi dei Grandi Maestri del passato ma coglie i loro elementi fondanti, ponendoli come base di partenza di una ricerca personale che si avvale di materiali extra-pittorici, di reimpiego, (prelevati dal mondo dell’ edilizia) per la realizzazione di opere concettualmente e visivamente drammatiche che indagano, dandole forma, la parte più recondita e buia in un simbolico processo di trasmutazione psichica teso all’incontro con il Sé.

Origine – Tecnica mista su tela 150×100 cm
Origine – Tecnica mista su tela 150×100 cm

L’ artista satura le tele di materia e colore creando una dimensione livida, che non lascia respiro all’ osservatore, seguendo un iter creativo al termine del quale le opere si compiono nelle crepe o negli addensamenti che affiorano a seguito del processo chimico (che si avvia nella fase di asciugatura). L’ atto creativo diventa dunque metafora del significato contenutistico di ogni opera: la trasformazione.
L’utilizzo del bitume, del legno, del piombo, del ferro e la combinazione di calce e colore trovano riscatto nella bellezza della creazione totale, dove prevalgono essenzialità stilistica e formale e il significante è amplificato dal materiale ( che sia medium pittorico o supporto ) concepito dall’ artista nella sua valenza alchemica.

 

 

 

Gennaro De Luca affronta il mistero di morte e reincarnazione, intesa come  trasformazione, soprattutto nella serie pittorica della “Crocifissione” scegliendo come soggetto Cristo, (Verbo divenuto uomo, morto in croce e resuscitato) come simbolo di una condizione esistenziale che tende all’ infinito nonostante la morte che, quindi, viene intesa come una fase che conduce a nuova vita.
Ma la croce è anche il simbolo iconografico che identifica Saturno e il Piombo: composto da due elementi, la croce superiore che è il simbolo della materia concentrata o materializzata, simbolo dei cicli di nascita-vita-morte ad essa collegata, e la falce rappresentata da una mezza luna , a simboleggiare una morte che porta ricettività.

«Il corpo sta veramente alla radice e alla base dell’Anima e delle sue facoltà: non che esso le produca senz’altro, ma quasi come accade in un tamburo che, pur non producendo da sé il suono, resta la condizione per il manifestarsi di esso. Del pari, subentrata l’identificazione, la vita, la conoscenza e l’autocoscienza non si destano nell’uomo che attraverso la realtà corporea. […] Tale è la chiave di tutte quelle espressioni alchemiche che per simboli proclamano la superiorità del corpo, lo additano come la vera materia dell’Opera e come la miniera dell’Oro.» Julius Evola.

Virtual Gellery

Testo critico
Dott.ssa Ilaria Giacobbi 

 

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