“In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes”

 

«In futuro tutti saranno famosi per 15 minuti», disse profeticamente Andy Warhol .. o forse no!


La celebre citazione, apparsa per la prima volta nel 1968 sul catalogo della mostra che Warhol tenne a Stoccolma e successivamente incisa, nel 1970, sulle mura del New York Museum of Modern Art, torna più che mai attuale in un momento storico che ci vede protagonisti, attori e spettatori di noi stessi: to be social diventa un imperativo categorico!

 

Ma fu veramente Warhol a pronunciarla? Il quotidiano Britannico Indipendent ha sollevato la questione riportando le parole dell’esperto di critica d’arte Blake Gopnik, mettendo così in discussione la frase simbolo di una “generazione artistica”:
«Si ritiene che la famosa frase sia stata ideata dall’artista nella seconda metà degli
Anni 60, in quanto comparsa per la prima volta nel catalogo di una mostra di Warhol in Svezia, nel 1968. Eppure, c’è qualcun altro che ne reclama la paternità: si tratta del fotografo Nat Finkelstein ».

Lo stesso curatore della mostra a Stoccolma, Pontus Hulten, mise la frase fra le citazioni dell’artista, confessando al suo assistente: «Se non l’ha detto, potrebbe averlo detto. Inseriamola».
Secondo la ricostruzione, ufficiosa, di Gopnik «Warhol, la più grande spugna al mondo, non avrebbe mai proclamato di non aver coniato l’aforisma. La sua arte e la sua persona erano il risultato di questo assorbire tutto come una spugna» quindi il fotografo Nat Finkelstein, nel 1965, avrebbe fatto degli scatti all’aperto con Warhol e tutti i passanti cercavano di entrare nell’inquadratura. Warhol disse: «Caspita, Nat, tutti vogliono essere famosi!». Finkelstein rispose «Sì, per 15 minuti, Andy».
Imperativo categorico: #tobesocial in un futuro in cui l’unica cosa che conta è apparire anche se solo per (la effimera manciata) di 15 minuti di celebrità.

Warhol docet!
O forse no.

#Tobesocial Riccardo Pagano
#Tobesocial Riccardo Pagano
L’ opera #tobesocial, realizzata da Riccardo Pagano, sintetizza  pittoricamente l’ attuale situazione di sovraesposizione massmediatica, partendo dal celebre aforisma riattualizzato  in chiave contemporanea: il dipinto stilisticamente, e concettualmente, Pop traduce visivamente l’ assunto  di “protagonista/spettatore” profetizzato (o forse no!) da Warhol, anticipatore del concetto di notorietà effimera (15 minuti come la durata di uno spot), geniale artista e attento osservatore  

Testo Ilaria Giacobbi 

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