L’ arte non riproduce il visibile, ma rende visibile. Paul Klee

Paul Klee nasce il 18 dicembre 1879, figlio di un professore di musica ed egli stesso un eccellente violinista suona al lungo nell’ Orchestra  musicale di Berna. La familiarità con la musica,  soprattutto di Wagner,  e la perfetta conoscenza dei processi compositivi, oltre che la lettura di Nietzsche, costituiscono una componente importantissima nella sua formazione, avviandolo ad una concezione estetica capace di contemperare i diversi ambiti dell’arte e della cultura del suo tempo.image

 Nel 1900 è a Monaco, dove frequenta l’Accademia diretta da Von Stuck e dove nel 1906 decide di trasferirsi. L’anno della svolta e il 1911: incontra August Macke, Franz Marc e Kandinskij, con i quali da vita al gruppo del Cavaliere Azzurro.  

 Comune ai quattro pittori è la convinzione che l’arte costituisca una sfera nettamente distinta da quella della natura e che l’ opera presupponga un processo di astrazione della realtà, pur conservando la ricchezza e la varietà di contenuti emotivi. L’adesione di Klee al gruppo del Cavaliere azzurro avviene sul terreno di un comune interesse per le culture primitive ed extraEuropee, per l’immaginario infantile e dei malati di mente, entrambi estranei al sistema di valori dell’arte occidentale.

Tra il 1912 e il 1913 si incontra Delaunay e conosce l’arte dei futuristi. Da essi impara ad utilizzare i colori e la luce per imprimere all’immagine nuove qualità dinamiche e temporali, fondendo la visione  momentanea e il ricordo: ciò che si vede e ciò che si sente. Dopo il fondamentale viaggio in Tunisia del 1914 e tre anni passati sotto le armi, dal gennaio del 1921 insegna al Bauhouse di Weimar, dove per 11 anni svolge un intensissimo attività didattica che lo stimola sistemare  le proprie idee sulla natura del linguaggio artistico e sulla grammatica della pittura.

image

image

 Paul Klee utilizza il colore con funzione costruttiva e di trasfigurazione lirica della realtà. La sua pittura è influenzata da un concetto di ritmo musi mutuato dalla musica. È spiccato il suo interesse per un approccio magico alla realtà tipico dell’infanzia e dell’arte primitiva,  concepisce la pittura come reinvenzione di una realtà, cui continuamente allude. Per il pittore svizzero cresciuto nell’ambiente artistico di monaco di Baviera e, la luce abbagliante del Mediterraneo, il colore delle città e dei paesaggi nordafricani e la magica atmosfera delle notti arabi hanno l’effetto di una rivelazione, rafforzandolo nella convinzione,  fondata su una nuova consapevolezza del colore, di essere ormai un pittore autentico. Alcuni acquarelli  dell’artista rivelano, oltre i debiti verso il cubismo, il futurismo, Kandinskij e Delaunay, una nuova e personalissima capacità di concepire i colori quale elemento di strutturazione architettonica dell’opera e di trasfigurazione lirico-poetica della realtà.

 La ricerca di Klee si spinge verso un linguaggio in cui il figurativo e l’astratto, il descrittivo e il simbolico, si intrecciano in un’ iconografia e in un linguaggio inediti: forme colori, ritmicamente impaginati sulla tela, restituiscono l’atmosfera e le sensazioni di una realtà indagata con fanciullesco stupore.

image

Perseguitato dai nazisti, che considerano anche la sua opera come una forma di “arte degenerata”, Klee torna  in Svizzera, stabilendosi a Berna. Nonostante la grave malattia di cui soffre dal 1935,  continua a dipingere sino alla morte, sopraggiunta nel 1940.

image

Ilaria Giacobbi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *