La Libertà che guida il popolo.

Un simbolo dei diritti umani

La Libertà che guida il popolo, dipinto da Delacroix dopo l’ insurrezione di Parigi del luglio 1830, è considerato il primo quadro politico della pittura moderna, tanto da diventare l’ icona simbolo dei diritti umani.

L’ opera  raffigura un gruppo di insorti  guidato dalla figura simbolica della Patria/Libertà rappresentata da una popolana vestita in malo modo e con il seno scoperto: una donna che avanza decisa a capo dei rivoltosi brandendo un fucile e la bandiera francese.

Il modello femminile simbolo della Libertà non è idealizzato ma  rappresenta la forza selvaggia con cui il popolo rigetta un fardello insopportabile.

La Libertà che guida il popolo - 1830 - Olio su tela 260 x 325 cm Parigi
La Libertà che guida il popolo – 1830 –
Olio su tela
260 x 325 cm
Parigi

Ma perché il dipinto creò sconcerto e fu accolto con poca benevolenza dalla Borghesia?

Quando la  tela viene esposta al Salon, sconcerta parte del pubblico che accusa l’artista di aver rappresentato solo gli strati sociali più umili omettendo la gente “per bene”, cioè la potente borghesia finanziaria che si vantava di essere stata artefice del rovesciamento di Carlo X nelle famose  giornate di luglio. A Delacroix viene soprattutto rimproverato di aver scelto come figura simbolo della libertà un modello femminile plebeo, il cui braccio alzato lascia vedere i peli delle ascelle, (particolare ritenuto sconveniente per un simbolo).

In realtà il dipinto mostra diverse classi sociali unite nella lotta: una perfetta scomposizione geometrica della tela  organizza in uno schema a triangolo i protagonisti della rivolta ponendo al vertice la LIBERTÀ è alla base i cadaveri stesi al suolo.

I lati ascendenti sono definiti a sinistra dal fucile tenuto dall’insorto in abiti borghesi prolungato nel braccio che brandisce una spada, poi dall’ asta stessa della bandiera fino a formare una linea quasi continua e a destra un bambino che impugna delle pistole.  Ma possiamo individuare anche un soldato della guardia nazionale, uno studente del politecnico, un borghese… Una folla che si dissolve in forme appena suggerite, confusi tra polvere e cielo, cui corrisponde, dalla parte opposta, uno scorcio  di città con in lontananza Notre-Dame.

L’immagine della Libertà, a lungo riprodotta sulle banconote francesi da 100 franchi, si è  fissata nella coscienza collettiva della modernità come simbolo di diritti umani. Nel 1944, dopo la liberazione, appare sui manifesti che celebrano la restituzione  del Parse al popolo francese. Un anno dopo il generale De Gaulle la utilizza nei manifesti elettorali per spingere i cittadini a votare, mentre Francois  Mitterand  se ne servirà per celebrare nel 1981 la sua elezione a presidente della Repubblica.

Ma la Libertà che guida il popolo diventa simbolo dell’esercito repubblicano durante la guerra civile spagnola, del movimento studentesco francese nel 1968  e di quello dei diritti delle donne.

Oggi come ieri: la Storia si ripete.

Ilaria Giacobbi

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