Le Donne di Ugo Serpi.

Morsi d’ Arte

Quello tra la ceramica e la Sardegna è un connubio che affonda le sue radici in un passato lontanissimo, quasi 5000 mila anni fa, quando gli antichi uomini nuragici plasmavano l’ argilla gettando il primo seme di ciò che oggi chiamiamo ARTE.

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Oggetti in ceramica di uso quotidiano creati da sapienti maestri che detengono nelle loro mani una “storia che fu”: oggi l’ artigianato sardo assurge al titolo di arte, un’ arte che rappresenta la sintesi perfetta di amore per la propria terra e le proprie tradizioni. Da conservare e tramandare.

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Ugo Serpi realizza oggetti in ceramica di design, tra questi le “Tzie” , creazioni artistiche la cui forma prende spunto da un soggetto figurativo femminile, un omaggio alle donne sarde con i loro costumi tradizionali.

L’ apparente semplicità delle donne di Ugo Serpi è, al contrario, la sintesi di una maestria antica e di riflessioni studiate; la loro superficie levigata, che sembra essere stata plasmata dalla onde del mare, il risultato di un rigoroso processo di creazione ereditato dalla tradizione ceramista della sua Terra.

Le piccole sculture in ceramica non sono semplicemente collocate in uno spazio, come convenzionalmente accade, ma é lo spazio stesso ad entrare in loro, in un continuo rincorrersi tra il fuori e il dentro dei corpi e i panneggi delle vesti. Gli accostamenti cromatici aumentano la plasticità e la sacrale regalità dei corpi.

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Tema centrale della produzione delle “Tzie” di Ugo Serpi sono le donne, quella della sua infanzia. Donne che, nonostante le piccole dimensioni, emanano una forza primigenia e misteriosa così profondamente ed intimamente radicata nella cultura sarda.

image image image image imageScompaiono i tratti somatici del volto, “muse inquietanti” che consegnano una verità “trascendete”, situata al di là della realtà fenomenica conoscibile attraverso i sensi alla quale attingere attraverso la memoria dell’ arte.

Questo ricorrente rapporto con la materia e la straordinaria manualità che ne consegue rende Ugo Serpi assai simile agli antichi ceramisti sardi. L’ esaltazione della materia e dell’organicità delle sue forme è direttamente legata al rapporto  manuale, quasi artigiano, che l’artista ha con essa. Nella serie delle “Tzie” che dedica alle donne della propria infanzia, egli le raffigura con rara immediatezza ed efficacia quasi a volersi rendere partecipe della loro straordinaria forza.

Ilaria Giacobbi per Morsi d’ Arte

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