Noi, che di questa arte ne abbiamo fatto o ne vorremmo fare uno stile di vita: Sabrina Biagioli, il Teatro e una valigia! 

 

L’ “Arte” (quel fuoco sacro che ti anima) o ce l’ hai nel DNA, e quindi sei una persona fortunata, oppure no: poco importa, si vive anche senza!!!
Poi c’è chi alimenta continuamente questo fuoco sacro, l’ Arte la fà e anche bene: Sabrina Biagioli, @io_mia _sorella.

Attrice teatrale di professione, “fotografa per

imagehobby, scrittrice per passione, blogger nel tempo libero”, il cuore in Italia e una valigia sempre pronta.

Attualmente vive in Germania e racconta la sua Monaco all’ interno di uno spazio nel Blog “Una romana in America”, cura le sezioni fotografiche Ein Tag in Munchen e Una Settimana con l’ Artsita per 27, rue de Fleurus ma fa soprattutto teatro.

Sei reduce dall’ esperienza teatrale in Italia con Mamadou Dioume (attore e collaboratore di Peter Brook) in Frammenti da Checov, quanto influisce nella tua crescita professionale e artistica collaborare con uno dei “ Guru” del Teatro?

Buonasera, prima di tutto, e grazie mille di questa possibilità di raccontarmi che mi offri.
Non è semplice rispondere a questa domanda, perché, ecco, le sensazioni che ho provato stando accanto a Mamadou sono tante e tutte diverse tra loro. In realtà ci conosciamo e collaboriamo già da tempo, ma “Frammenti da Checov” è stato il primo vero spettacolo in cui abbiamo recitato insieme, per la regia di Gina Merulla.
Sicuramente aver lavorato anni con Mamadou negli stage e nei workshop da lui tenuti mi ha formato molto, e la verità è che già solo l’incontro con l’uomo – prima ancora che col formatore – ti dà un’energia pazzesca.. se poi pensi che io lo avevo studiato sui libri dell’università ti lascio immaginare il mio stato d’animo quando mi sono ritrovata a lavorare con lui!
Il suo modo di parlarti, di condurti alla ricerca, di accompagnarti nei “viaggi teatrali” è una delle cose che non si possono dimenticare e che a livello di crescita professionale ti regala davvero molto, facendoti scoprire parti e “posti” di te che magari non conoscevi: tutto questo non può che essere utile quando si è in scena!
In “Frammenti da Checov”, invece, siamo colleghi.. e d’improvviso eccolo lì, Mamadou l’attore, che di nuovo ti emoziona e ti sorprende, ma in un modo diverso. Non lo troverai solo in camerino a pensare ai fatti suoi, o “fuori dal coro” a prendere gli applausi da solo. Lui è uno che sa fare questo mestiere da tanti punti di vista e di certo è parte integrante del gruppo.. non fa il “grande attore”, insomma, ed è una cosa che va detta, questa, perché non è da tutti. Poi a livello artistico non sta certo a me giudicare, ma quello che posso dire è che “Frammenti da Checov” è uno spettacolo che mi resterà nel cuore.. anche per il signor Dioume!

 

Sabrina Biagioli Frammenti da checov
Sabrina Biagioli
Frammenti da checov

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Raccontaci il tuo teatro in Germania: quali progetti curi attualmente?

(ma i tedeschi… Ci vanno a teatro?!?)

Non si può vedere, ma mi è scappato un sorriso a questa domanda. Sì, sorrido perché sono felice di poter raccontare questa esperienza, anche se ancora piuttosto prematura.
Dunque sono in Germania, in Baviera ad essere precisi, già da un po’ e ti dico che una delle prime cose che mi hanno stupito è l’assoluta sensibilità dei tedeschi verso l’arte in genere, non solo quindi quella teatrale. La gente va a teatro, nei musei, visita gallerie d’arte, partecipa a migliaia di eventi culturali.. e tutto con la stessa facilità con cui da noi si va al cinema o a mangiare un gelato d’estate! E’ davvero stupefacente il rispetto che hanno per le professioni artistiche, e francamente mi spiace esserne così stupita.. voglio dire, sarebbe stato bello poter pensare “Ah, qui funziona come in Italia, come a casa mia.” (!)
In ogni caso di progetti ne ho tanti, se intendi le idee che mi frullano per la testa! No, scherzi a parte, ho appena terminato un workshop teatrale, sono in contatto con una compagnia di italiani e ho appena tirato fuori dal cassetto un progetto teatrale meraviglioso che vorrei curare con due registi che ho incontrato proprio qui a Monaco.. non svelo nulla, però! Poi magari quando sarà tutto pronto ci ritroveremo a chiacchierarne nel tuo salotto, che dici?
Tante cose, questa città mi è di ispirazione.

Fare Arte di questi tempi é un privilegio, per il Teatro in Italia “mala tempora currunt”! La domanda di rito: consigli l’ esperienza formativa all’ estero per chi muove i primi passi nel “magico mondo” del Teatro?

Assolutamente sì!! Anzi, io credo che un periodo all’estero sia quasi un must, per tutti i ragazzi che si approcciano al mondo teatrale.
Sia chiaro, non sto affatto rinnegando casa mia, io sono una innamorata di Roma che per me resta la città indiscutibilmente più bella del mondo, però credo sia importante per chi vuol fare l’attore o il regista vedere cosa c’è al di là dei nostri confini, com’ è la mentalità altrui, cosa “funziona” (teatralmente parlando) all’estero e cosa invece non è più “cool”.
Io parto dal presupposto che l’arte – anche quella teatrale – non ha e non può avere confini, per definizione; non ha pregiudizi né paure, non ha limiti.. perché quindi dovremmo averne noi, che di questa arte ne abbiamo fatto o ne vorremmo fare uno stile di vita?
Insomma, senza lasciare o dimenticare le proprie radici, io penso che studiare all’estero sia sempre qualcosa che arricchisce, un’esperienza che quantomeno farà riflettere, un modo per allargare la propria mente, e di certo una fonte inesauribile di nuove idee, che sono poi alla fine quelle che i giovani devono apportare. Poi si può scegliere di restare oppure di tornare a casa, ma nel secondo caso il bagaglio sarà sicuramente più grande di quando si è partiti, giusto? Credo sia questa la cosa che più conta.
Quindi sì, viaggiate, osservate, studiate.. la conoscenza non è forse l’unica vera arma che abbiamo?
Il libro sul comodino?

A dir la verità ne ho due. Davvero, uno accanto all’altro: l’ultimo che sto leggendo ora, “La Sposa giovane” di A. Baricco, e quello che rileggo ogni volta che ne sento la mancanza e che quindi ho bisogno di avere vicino, “Cent’anni di solitudine”.
Di Gabriel Garcia Marquez, quel genio.
Per saperne di più, Sabrina la trovate su:

Instagram: io_e_mia_sorella

Siti e Blog con cui collabora

www.27ruedefleurus.it
www.unaromanainamerica.com

2 thoughts on “Noi, che di questa arte ne abbiamo fatto o ne vorremmo fare uno stile di vita: Sabrina Biagioli, il Teatro e una valigia!”

  1. Sono sempre piu’ fiera di Sabrina. E mi sento fortunata ad averla avuta come insegnante nei primi anni di teatro che ho fatto.
    Sono felicissima che le cose le stiano andando bene 😀
    (Ho visto “Frammenti da Cechov”, uno spettacolo meraviglioso, divertente e che alla fine ti fa riflettere)

    1. Cara Sara,
      lo Staff di 27rdF ti ringrazia per il tuo contributo. Continua a seguirci, troverai tante altre interviste, diverse iniziative e moltissimi eventi che potrebbero piacerti!
      Sei un’artista anche tu? Interessante..

      Abbiamo girato il tuo commento a Sabrina, e questa è stata la sua risposta:
      “Grazie Sara, sono felice di leggere le tue parole.. quello che hai scritto mi ha ricordato momenti belli, a volte duri, ma sempre creativi e per questo indimenticabili. Quello che abbiamo realizzato insieme me lo porto ancora addosso, ed è un “vestito” che non smetterò mai di amare. A presto, Sabrina”

      Grazie,
      Lo Staff di 27rdF

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