RETABULE – LA MOSTRA – NEXT OPENING

LE OPERE IN ESPOSIZIONE DI MARIAROSARIA SPINA

 

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La definizione, d’uso nel linguaggio corrente, di beni culturali – come prodotto materiale della cultura dell’essere umano, contrapposto al bene naturale offerto dalla natura – è il punto di approdo di un lungo e laborioso cammino.

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Per beni culturali (o cose storiche e d’arte, secondo la terminologia in uso prima del secondo dopoguerra) si è soliti indicare l’insieme delle cose materiali che, per particolare rilievo storico, culturale ed estetico, sono di interesse pubblico (perchè destinate al pubblico godimento) e connotano una comunità umana o un’istituzione, di regola stanziata in un territorio o comunque con sede espositiva in un luogo.

imageIl moderno concetto di bene culturale – e per bene si vuole intendere un “valore” (storico o artistico) e non (solo) un “valore monetario” – si riferisce sempre a un “manufatto” o, in generale, a una produzione di cultura o a un documento della memoria di un gruppo sociale, che si vuole dedicare e conservare alla pubblica e visibile fruizione diretta (al di là , quindi, della fruizione delle sue riproduzioni, digitali o non).

Venere stilizzata di Willendorf Olio su Tela 50 x 40 Mariarosaria Spina
Venere stilizzata di
Willendorf
Olio su Tela
50 x 40
Mariarosaria Spina
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Dietro la fin troppo vasta nozione di bene culturale si nascondono innanzi tutto le opere d’arte, (che si tratti di monumenti, dipinti o sculture e architetture); ed inoltre tutta quella quantità di manufatti e documenti che, al valore estetico, aggiungono quello storico-documentario. Opere prodotte dall’uomo, quindi, che appartengono alla cultura e alla collettività, ne sono testimonianza storica e strumento di educazione (storica ed estetica) e sono per questo oggetto di tutela.

Venere stilizzata di Willendorf Olio su Tela 50 x 40 Mariarosaria Spina
Venere stilizzata di
Willendorf
Olio su Tela
50 x 40
Mariarosaria Spina

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Al di là del problema dell’inclusione delle tradizioni popolari (locali) nei beni culturali sussiste però – incentrato nella concezione di patrimonio culturale come insieme sia di opere d’arte, monumenti, strumenti scientifici o reperti storici sia dei significati simbolici che la comunità attribuisce loro (e non come mero insieme di oggetti espressione artistica o traccia storica, ad un tempo “testimonianza di civiltà” e “tesoro” economicamente valorizzabile) il più ampio problema dei prodotti della cultura e della vita storica di una comunità umana.
Il significato profondo di patrimonio culturale diviene, allora, quello dell’azione (individuale e collettiva) di conservazione delle memorie di una comunità o dell’umanità intera, mediata negli oggetti (“patrimonio culturale materiale”) o estrinsecato in opere letterarie e in espressioni della tradizione (“patrimonio culturale immateriale”).
Quest’ultima accezione bicipite del termine patrimonio culturale deve essere vista come identitaria specificazione della più ampia e globale nozione di cultura e di prodotto culturale che, per sua natura, tende a superare il connotato della diversità per indirizzarsi al carattere della universalità.

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Per questo i dipinti sono in vendita con trattativa privata, parte del ricavato sarà donato ad un progetto di restauro di un sito archeologico Sardo.

 

Ufficio Stampa 

27rdF – redazione@27ruedefleurus.it

Curatore Progetto

Dott.ssa Ilaria Giacobbi

ilaria.giacobbi@27ruedefleurus.it

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