Segno per addizione Segno per sottrazione  – Paolo Piria –

 

Ci sono frammenti, schegge di colore che lasciano spazio all’ interpretazione, che possono funzionare mandando luce anche per un attimo solo, appena il tempo di lasciare qualche traccia, anche minima, nella nostra memoria. Una luce che non scompare e non si dissolve nella mente dello spettatore che osserva.

Il soggetto nei dipinti di Piria é come se fosse continuamente sul punto di disfarsi, come se soltanto la scrittura pittorica (tracciata dalla mano del pittore) potesse interpretare una provvisoria inconsistenza… Che inconsistenza non è!

image

Una specie di metamorfosi cromatica in cui ogni materia solida sembra vicina alla disgregazione: un’ arbitrarietà e una funzione metaforica del colore.

La luce nelle opere di Piria entra come un vento, da tutte le parti, sulla scena pittorica. Una luce che non si sa da dove venga, non è proiettata da qualche sorgente di illuminazione.
Da dove viene? Viene dalla pittura, viene dal desiderio del pittore, la luce è la sostanza stessa di tutta la materia.

Nei dipinti si mostra la traccia di una pittura rapida, viene meno quella regola seconda la quale il segno deve restare rigorosamente separato dal colore fino ad assumere la funzione di delimitare, di chiudere il suo campo.

Dalle opere dell’ Artista emerge la necessità di esprimere la mutevolezza del reale come una “sintetica sensazione dinamica”: Piria frammenta le figure, fa un uso radicale degli accostamenti di colore, opera una disgregazione della “materialità dei corpi” attraverso la luce e il moto del segno pittorico. image
I rimandi all’ Espressionismo astratto liberano la creatività dell’ artista da ogni legame con la figurazione spingendolo verso soluzioni in cui, nonostante la libertà è il furore espressivo, traspaiono una solida organizzazione dello spazio è una controllatissima orchestrazione della luce: ogni opera presenta una perfetta costruzione geometrica.

I dipinti realizzati su tavola lignea diventano un supporto bidimensionale ma anche tridimensionale (grazie all’ utilizzo di materiale di reimpiego) organizzato secondo una logica compositiva volta a valorizzare le simmetrie, l’ ordine geometrico e razionale. I colori non risultano essere piatti ma ricchi di palpito gestuale o emotivo, le forme plastico/spaziali delle superfici chiuse, aperte e mutevoli a seconda del punto di vista.

Spirito geometrico e senso del ritmo, Piria impagina “accumulazioni” entro un rigoroso ordito di linee verticali e orizzontali, di figure quadrate o rettangolari, di pause e legature che valorizzano le proprietà formali di ogni opera.
L’ utilizzo di materiali di recupero come alternativa ai tradizionali mezzi pittorici ha indubbie origini dada, emerge un’ implicita dipendenza dai merzbild di Schwitters e citazioni all’ arte informale di Burri, utilizza la tecnica dell’ encausto, ma molto diverso è il risultato espressivo che ne emerge: le composizioni risultano essere raffinate e con un equilibrio formale ottenuto attraverso un impianto strutturale dell’ opera.

L’ artista si dimostra figlio del suo tempo e sembra essere in stretta connessione con il mondo delle merci, la sfera del consumismo, della tecnologia e della comunicazione pubblicitaria: scompone il colore degli oggetti e della realtà circostante, che imprime in maniera astratta sulla tavola di legno, utilizzando la tecnica della fotografia digitale e la riconsegna allo spettatore con quella serigrafica usata dalla pubblicità. Nell’ assumere le modalità tecniche della cultura di massa non intende criticarle ma utilizzarle per una comunicazione più efficace, incisiva e assolutamente moderna: scompone il colore e ripropone in serie le immagini di questa frammentazione, lo spettare codifica il messaggio attingendo al proprio bagaglio di conoscenze.

Quello di Piria é un linguaggio alla cui radice vi sono l’ istinto individuale, la valorizzazione delle pulsioni inconsce, l’ automatismo del gesto e del segno pittorico ma che non lascia nulla al caso e all’ improvvisazione. Dai suoi dipinti emerge il fascino per le proprietà espressive e semantiche dei materiali (pittorici ed extrapittorici) e l’ autoreferenzialità (le immagini non si relazionano al mondo visibile ma trovano giustificazione solo e soltanto in se stesse).

In ogni opera traspare l’ impressione, intenzionalmente ricercata, di armonia e bilanciato equilibrio, colori stesi con campiture che creano una sorta di ritmo musicale o come un groviglio inestricabile di segni prodotti dall’ artista che in alcuni casi si alternano a fasce monocromatiche poste quasi a contrasto: i dipinti di Piria non descrivono eventi o esperienze, l’ artista si estranea dalla sua creazione, e diventano essi stessi veicolo di un’ esperienza percettiva ed emotiva cui l’ osservatore é condotto dalla forza evocativa del colore.

Ilaria Giacobbi

image

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *