SLAM: ISTRUZIONI PER L’ USO. INTERVISTA A OMID MALEKNIA

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Continua il nostro viaggio nel mondo della Poesia, dello Slam. E lo facciamo accompagnati dai protagonisti, da coloro che animati dalla loro passione per l’Ars Poetica la mettono in movimento facendocene godere appieno. Oggi conosciamo Omid Maleknia, vincitore del campionato nazionale di poetry slam 2014/2015 indetto da quella che oggi è SLAM ITALIA – Rete Italiana di Poetry Slam, (l’anno scorso denominata Murazzi Poetry Slam Rete Italiana). Un protagonista quindi dello slam italiano, un performer che si distingue per la capacità di fare anche “cabaret” mantenendo un livello poetico alto e impegnato. Omid Maleknia vinse, prima di giungere alla finale nazionale di giugno 2015, il Primo Marzo Poetry Slam a Genova, dedicato ai poeti italiani di origine straniera (nell’ambito della Rete Primo Marzo e patrocinato anche da un’importante istituto di ricerca, il Centre de Recherches Italiennes dell’Università Paris Ouest).

Come inizia il tuo percorso letterario, vuoi parlarci dei momenti più importanti per te fino ad oggi?
I primi versi sono stati ispirati dal liceo, a volte facevo rime per scherzare sulla tragedia scolastica altre mi abbandonavo alla disperazione tipica dei giovani poeti che sperano di vedere una soluzione alla vita in fondo ad una poesia che parla di morte (o più semplicemente sperano di non essere rimandati a settembre in italiano). Alla fine vinsi un concorso poetico per le scuole superiori dal titolo :”Momenti di vita scolastica”. Iniziai nel 1991 gli spettacoli di poesia e musica con il mio amico e grande musicista Fabio Benatti e dal 1994 completai le performance aggiungendo anche il teatro. Uno dei momenti più importanti della mia carriera di poeta è stata la vittoria del poetry slam anche perché è arrivata a sorpresa senza che minimamente ci sperassi.

Sei considerato un poeta “straniero”, tant’è che nelle tue poesie ironizzi facendoti urlare dal pubblico “torna al tuo paese”, si tratta di una condizione che ritieni ti abbia avvantaggiato e svantaggiato? Per altro ci risulta tu sia madrelingua italiano o sbaglio?
Sono di madrelingua iraniana. Sono venuto in Italia nel 1979 all’età di 8 anni. Essere straniero non porta molto vantaggio durante le esibizioni quando annunciano il tuo nome nessuno se lo ricorda, salendo sul palco sai già di non essere propriamente simpatico a tutti ma quando poi trovi quello che alla fine della serata ti dice: “A me gli stranieri non è che mi piacciono molto, ma te sei simpatico” capisci che la tua ironia è l’arma giusta per combattere contro i pregiudizi. Durante la performance di una poesia chiedo al pubblico di alternarsi ai miei versi urlando “torna al tuo paese” e specifico che possono anche aggiungere insulti tirando fuori il Salvini che è in loro… In un teatro 150 spettatori mi hanno travolto con le loro urla e insulti di ogni genere ma alla fine della poesia è scoppiato uno degli applausi più grandi e caldi che possa ricordare!

Come sei arrivato al poetry slam?
Nel settembre del 2014 avevo visto un poetry slam e a fine serata mi sono attaccato come un bimbetto all’orlo della giacca di Max Ponte insistendo con: “Anch’io!!.. Anch’io voglio fare un poetry slam!”. Poi a novembre ho partecipato al primo poetry slam della mia vita e ho perso. Max mi ha detto semplicemente: “A me piace quello che fai. Devi insistere.” (Notare che non ho usato punti esclamativi nella frase di Max perché lui è sempre sopra le parti!)

Che ne è del cabaret? Spesso al centro di confronti e scontri con la poesia?
Fino al 2005 snobbavo il cabaret perché lo reputavo troppo banale. Poi ho fatto un provino a Zelig a Milano dove sono stato preso nel laboratorio. Il cabaret è la cosa più difficile che abbia fatto su un palco. Ha tempi strettissimi e ritmi altissimi, devi avere sempre un riscontro immediato dal pubblico, non puoi calare nemmeno un momento sennò riprendere il pubblico diventa una missione ardua. Ma ho scoperto che l’ironia e soprattutto l’autoironia sono dei canali privilegiati verso i cuori delle persone. Si possono far passare anche messaggi molto seri e complicati mentre le persone ridono. Nella poesia la vedo uguale. Parto scrivendo seriamente e con tanto lavoro di limatura e poi, se la poesia stessa lo permette, faccio un ulteriore lavoro di alleggerimento mettendoci ironia e battute.

Cosa pensi dello slam in Italia e della situazione attuale?
Lo slam secondo me è il soffio che ha ravvivato la fiamma della poesia. I reading spesso sono troppo noiosi per i non addetti ai lavori (a volte sono noiosi e basta!). La formula dello slam che premia la performance e mette in competizione i poeti lasciando il giudizio al pubblico è divertente sia per i performer che per il pubblico. I poeti tengono finalmente in considerazione anche l’ascoltatore e non solo sé stessi.

Tu non sei solo uno “slammer” sei anche un MC, cioè conduci l’Alessandria Poetry Slam che si è tenuto per il campionato SLAM ITALIA, ti sei divertito?
Mi diverto sempre nelle cose che faccio altrimenti non riuscirei a far divertire chi mi guarda. Con Claudio Braggio abbiamo trovato un modo spiritoso di condurre lo slam ed è stata un’esperienza che vogliamo ripetere al più presto!image

Pensi che il poetry slam possa avere un futuro in Italia?
Secondo me il poetry slam attualmente è la formula più divertente per proporre poesia. Non importa chi vince o chi perde, i poeti fanno di tutto per fare una bella serata collettiva di poesia, si diventa amici e ci si migliora a vicenda a danno del fegato che deve sorbirsi tutta quella birra che inevitabilmente scorre tra due poeti che si confrontano.

Quale sarà il tuo prossimo lavoro o appuntamento poetico?
Mi guardo bene dal fare il pubblicatore seriale di libri ma lavori poetici ne faccio ogni giorno anche se spesso tutto finisce nel cestino di windows. Sto aiutando gli amici Paolo Ignetti e Nicola Balzaretti a organizzare uno slam a Vercelli per il 12 dicembre e poi, ogni primo venerdì del mese, nel circolo l’Isola Ritrovata di Alessandria faremo serate di poesia open mic e slam a piacere.

SLAM: ISTRUZIONI PER L’ USO. INTERVISTA A OMID MALEKNIA

Ilaria Giacobbi

Max Ponte

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